Uno studio su E-COMMERCE e MARKETPLACE in Italia

Da quando il Coronavirus è comparso sulla scena mondiale nel 2020, siamo stati tutti interessati da un forte cambiamento, sia nella vita di tutti i giorni che negli acquisti. Limitando la possibilità di contatto e gli acquisti tradizionali in store, a svilupparsi è stato (ovviamente) il settore della vendita online anche in Italia, tramite piattaforme e-commerce e marketplace.

Vediamo insieme come e quanto gli strumenti di vendita online hanno supportato il settore del commercio in Italia.


I PRESUPPOSTI PER LO SVILUPPO DELL’ONLINE

Già all’inizio del 2020, quando la pandemia non era ancora “scoppiata”, il settore dell’e-commerce stava decollando. Infatti, se nel 2019 l’80% delle persone che utilizzava internet ricercava online prodotti e servizi, e il 74% effettuava almeno un acquisto (circa 3 miliardi di acquirenti totali – il 39% della popolazione mondiale), da gennaio 2020 si è registrato un +9% nelle conversioni di acquisto rispetto a gennaio dell’anno precedente (si vedano le statistiche di E-commerce benchmarks and e-commerce market data, IRP Commerce, 2020).

Poi è arrivato il Covid19. E in Paesi come il nostro, in cui è stato necessario bloccare le attività per la sicurezza nel tentativo di rallentare la diffusione del virus, il traffico web ha costituito l’unico canale di supporto agli store fisici. Non a caso quindi ha conosciuto un boom importante, a causa di tutte le persone che per fare acquisti si sono dovute affidare al web.

Ecco perché il settore dell’e-commerce è diventato un settore essenziale.

Con l’obbligo di isolamento e la paura del contagio anche una volta riaperti (parzialmente) i negozi, si è visto aumentare il traffico web del 60% nel solo mese di marzo 2020, come dimostra la ricerca di Casaleggio Associati. Non solo! Secondo la ricerca condotta da SEMrush, nello stesso mese le ricerche web per parole come “acquista online” sono quasi raddoppiate! Da 14.800 di febbraio alle 27.500 di marzo.

Da questo momento in poi le ricerche per “negozi online” – “acquisti online” e similari non sono mai calate, sono anzi aumentate in media del+36%. La ricerca di termini collegati ad “acquista online” ha portato ovviamente molto traffico agli e-commerce e ai marketplace in Italia.

L’acquisto online ha ricevuto sostegno e spinta anche da diverse associazioni, come l’Associazione Italiana Commercio Elettronico con la campagna #compradacasa, pensata per coinvolgere zone geografiche storicamente meno portate agli acquisti online.

Di fronte a tutti questi presupposti, sarebbe risultato strano non fosse esploso il fenomeno dell’acquisto online. E come se non bastasse, si prevede che le vendite aumenteranno fino a raggiungere i 4,5 trilioni nel 2021 (Statista, 2019).


MARKETPLACE ED E-COMMERCE IN ITALIA

Com'è la situazione del commercio online in Italia? 

La metà delle aziende italiane è presente sui marketplace, anche se il sito proprietario rimane il canale prediletto. Circa il 50% del fatturato proviene infatti dal sito proprietario, il 23% da marketplace, l’8% dai social media e il resto da altri canali.

Partiamo dai marketplace. Il 45% di chi vende su marketplace è presente su almeno 2-3 piattaforme contemporaneamente, mentre il 30% solo su 1 piattaforma. Tra i marketplace più utilizzati si segnalano Amazon (38%), eBay (19%), Facebook Marketplace (12%), Alibaba (4%), ePRICE (4%), Zalando (4%) e Tmall (4%)

FonteRapporto E-commerce e marketplace in Italia 2020 (Casaleggio Associati).

Per quel che riguarda invece i siti e-commerce, il 31% delle aziende intervistate da Casaleggio Associati ha sviluppato il proprio e-commerce su una piattaforma ad hoc. La seconda soluzione più utilizzata si conferma comunque essere Magento con il 21%. Si mantengono stabili Prestashop e Woocommerce rispettivamente con il 12% e il 10%.

Guadagnano quote di mercato Shopify (dal 2% al 4%) e l’italiana Storeden (4%).

Viene quindi da chiedersi: alla crescita del commercio elettronico corrisponderà l’abbandono dei negozi fisici tradizionali? Con le spinte che in Italia si sta cercando (debolmente) di dare all’acquisto nel negozio fisico (cashback, lotteria degli scontrini, …) si spera che con le riaperture anche i negozi non dotati di e-commerce possano in qualche modo sopravvivere.

Sicuramente, nella situazione attuale, avere un e-commerce o per lo meno essere presente nei markeplace può fare la differenza. Ancor più se si riesce a controllarle in modo adeguato.

Alcuni programmi come DUE Retail® consentono di controllare da un’unica postazione tutte le piattaforme e-commerce e marketplace in cui si è presenti. Al software è possibile infatti interfacciare tutte le piattaforme e-commerce e i più importanti marketplace, così da passare continuamente dati da software a e-commerce, permettendo di mantenere sempre aggiornate le scorte di magazzino senza troppa fatica.

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    COSA COMPRANO GLI ITALIANI ONLINE?

    Viene da chiedersi di fronte a tutti questi numeri: ma cosa comprano gli italiani online?

    L’Osservatorio eCommerce B2C di Netcomm e Politecnico di Milano non ha dubbi: l’e-commerce in Italia nel 2020 è stato essenzialmente un e-commerce «di prodotto», cioè gli italiani online hanno acquistato soprattutto beni e prodotti fisici. Il valore complessivo degli acquisti in Italia nel 2020 si aggira intorno ai 23.4 miliardi di euro, oltre 5.5 miliardi in più rispetto all’anno precedente, con un incremento che è il più alto mai registrato.

    Andando più nel dettaglio:

    • food e alimentari: questo settore vale al momento 2.7 miliardi di euro, oltre il 70% in più rispetto all’anno 2019;
    • informatica ed elettronica di consumo: comparto che vale ora 6.2 miliardi di euro ed è in crescita del 20% rispetto al 2019;
    • abbigliamento: nel 2020 ha contributo per 700 milioni di euro alla crescita del fatturato e-commerce in Italia, tanto da far registrare un +22% rispetto alla rilevazione precedente per un valore complessivo di 3.9 miliardi di euro.

    Il boom di acquisti online per capi e accessori moda sembra essere l’unica nota positiva di un anno che gli “addetti ai lavori” considerano già come «il peggiore» per il comparto (si veda “The State of Fashion 2021 di McKinsey&Company). Non solo in Italia ma nella maggior parte dei paesi le vendite di abbigliamento e accessori online hanno raddoppiato la loro incidenza sul totale delle vendite, fino a rappresentare quote che vanno dal 16% a quasi il 30% a seconda dei casi.

    PER CONCLUDERE: UN PO’ DI STATISTICHE

    Quali sono le statistiche e-commerce da non perdere per il 2021? 

    1. Si prevede che le vendite online arriveranno a 4,5 trilioni nel 2021;
    2. l’indice di penetrazione del mercato dell’online dovrebbe arrivare al 25% entro il 2025;
    3. il 73% delle vendite sarà effettuata da dispositivi mobili entro la fine del 2021;
    4. il voice commerce crescerà del 55% entro il 2022;
    5. i social media giocano un ruolo fondamentale nell’aumento dei social shopper;
    6. oltre il 50% degli acquirenti predilige un’esperienza online personalizzata.

    Se sei interessato ad affacciarti per la prima volta alla vendita online e ti serve aiuto, o se vuoi ottimizzare le vendite del tuo e-commerce già avviato, scrivici per una consulenza gratuita.

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